Il Museo Nicolis torna a Vicenza Classic Car Show per incantare i visitatori con un’esposizione che celebra due epoche iconiche: “Back to the ’70” e “Back to the Future”, a 40 anni dall’uscita del celebre film. Fedele al suo stile innovativo, il Museo Nicolis invita tutti gli appassionati a intraprendere un viaggio nel tempo per ammirare da vicino tre capolavori dell’ingegneria e del design automobilistico che si collocano a cavallo tra il fascino rivoluzionario degli anni ’70 e la visione futuristica degli anni ’80 e una selezione di oggetti iconici dell’epoca.
“Back to the ’70”, sinonimo di cambiamenti e stile inconfondibile. Gli anni ’70, decennio di trasformazioni sociali e culturali, hanno introdotto stili eccentrici e innovativi nella moda, nell’architettura e nel design, incluso quello automobilistico. Tra questi, il passaggio a linee più squadrate, con frontali importanti incorniciati da fari incassati o retrattili e linee a cuneo, ispirate ai prototipi futuristici di Bertone e Pininfarina. Spoiler, prese d’aria e appendici aerodinamiche per migliorare la stabilità alle alte velocità. Vetri avvolgenti e abitacoli bassi, specialmente nelle supercar. Molti di questi stilemi rivivono attraverso alcuni iconici modelli che ne incarnano lo spirito, allo stand del Museo Nicolis nel Padiglione 7 della Fiera di Vicenza di Italian Exhibition Group (IEG).
La Rolls-Royce Camargue (1975), icona di lusso e innovazione, una delle auto più particolari e discusse della casa britannica, fu la prima Rolls disegnata da Pininfarina, progettata da Paolo Martin e carrozzata da Mulliner, Park Ward in Inghilterra. Un’auto con un design squadrato e all’avanguardia che con la sua carrozzeria avorio madreperlato e gli interni in pelle rossa, rappresenta l’apice dell’eleganza. Dotata del primo climatizzatore a doppia zona, un dettaglio distintivo di lusso e tecnologia, all’epoca fu l’auto più costosa del mondo. Equipaggiata con un motore V8 da 6,75 litri, abbinato a un cambio automatico a 3 rapporti fornito da General Motors, si stima che la Camargue erogasse circa 220 CV, sebbene la Casa non dichiarasse ufficialmente la potenza delle sue auto.
Una vera chicca per gli appassionati che la potranno ammirare da vicino in fiera è rappresentata dalle maniglie di questo modello, espressamente progettate per evitare che i gioielli delle signore ospitate a bordo potessero graffiare la vernice, in fase di apertura delle portiere.
Prodotta dal 1975 al 1986 in soli 531 esemplari, sebbene all’epoca il suo stile fosse considerato troppo audace, oggi si conferma un’auto di nicchia molto apprezzata dai collezionisti, proprio per la sua rarità̀ e per il suo design fuori dagli schemi.